Mostra Franco Battiato al MAXXI Roma 2026: un viaggio tra musica, arte e spiritualità

Franco Battiato, Un’altra vita: il viaggio al MAXXI di Roma

Articolo aggiornato a febbraio 2026 – Guida completa alla mostra Franco Battiato. Un'altra vita al MAXXI Roma con tutte le informazioni pratiche
foto di copertina: ph. Alessio Pizzicannella_© Fondazione Franco Battiato

⏱️ Tempo di lettura: 8 minuti

C'è un ragazzo che nasce in Sicilia a Iona nel 1945. Il mare davanti, l'Etna alle spalle. Si chiama Franco Battiato.

Già questo basterebbe a darvi un buon motivo per visitare la mostra: perchè certi talenti, artisti, nascono dove la terra vibra e il cielo sembra avere "La Cura".

Entrare nella mostra dedicata a Franco Battiato non è come visitare una retrospettiva qualsiasi, è attraversare una soglia.

"e il mio Maestro m'insegnò come è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire"

Un Artista Oltre il Tempo

Non con un tributo nostalgico, ma con un viaggio che attraversa ogni dimensione della creatività di Franco Battiato.

Cantautore, musicista, poeta, filosofo, pittore, regista: la mostra curata da Giorgio Calcara con Grazia Cristina Battiato restituisce il ritratto stratificato di chi ha trasformato la canzone italiana in veicolo di conoscenza spirituale, attraversando generi e linguaggi – dall'avanguardia elettronica al pop colto, dalla mistica orientale al cinema d'autore – senza mai perdere rigore e autenticità.

Co-prodotta dal Ministero della Cultura e dal MAXXI, organizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare di Alessandro Nicosia in collaborazione con la Fondazione Franco Battiato ETS, l'esposizione si articola in sette sezioni tematiche che ripercorrono oltre cinquant'anni di carriera attraverso ricordi, documenti rari e materiali inediti.

Foto allestimento (foto credit Cosimo Trimboli)

L’inizio (dalla Sicilia a Milano)

La mostra si apre con L'inizio (dalla Sicilia a Milano), sezione che racconta gli anni Sessanta del giovane Franco Battiato. Fotografie in bianco e nero ritraggono il ventenne siciliano appena arrivato a Milano, sostenuto da Giorgio Gaber, che intuisce il talento di questo esordiente cantautore pop.

Tutto sembra destinato a un percorso convenzionale. Eppure, già in quegli esordi si intuisce l'inquietudine di chi non si accontenta delle formule preconfezionate.

e teche conservano i primi contratti discografici, le locandine sbiadite dei club milanesi, gli spartiti manoscritti.

Ogni cimelio racconta la tensione tra l'industria musicale che cerca hit radiofoniche e un giovane artista che inizia a interrogarsi sul confine tra intrattenimento e ricerca.

È il preludio di una rottura che segnerà la storia della musica italiana.

Pannello ‘L’inizio / The Beginning’ della mostra su Franco Battiato al MAXXI di Roma, con foto d’archivio e teca
Foto allestimento (foto credit Cosimo Trimboli)

Sperimentare (dall’acustica all’elettronica)

Con Sperimentare (dall'acustica all'elettronica) il percorso compie una svolta radicale.

Gli anni Settanta sono quelli della grande cesura: Battiato abbandona la canzone leggera e si immerge nell'avanguardia più estrema.

Qui la mostra diventa esperienza sensoriale: sintetizzatori vintage, registratori a bobina, appunti tecnici sulle frequenze e sulle modulazioni elettroniche.

L'atmosfera si fa rarefatta, quasi mistica.

I dischi di questo periodo – Fetus, Pollution, Sulle corde di Aries – sono esposti come opere d'arte concettuale.

Le copertine minimali, i titoli enigmatici, la totale indifferenza alle logiche commerciali.

Battiato studia John Cage e Karlheinz Stockhausen, si interroga sul suono come materia di conoscenza, trasforma lo studio di registrazione in laboratorio alchemico.

È il Battiato meno conosciuto dal grande pubblico, ma forse quello più visionario: un pioniere della sperimentazione elettronica in Italia che anticipa di decenni le ricerche della musica contemporanea.

Gli schermi proiettano performance d'avanguardia recuperate dagli archivi RAI: un Battiato ieratico, assorto, che esegue composizioni astratte davanti a platee spaesate.

È l'artista che rinuncia al successo per fedeltà alla propria ricerca, consapevole che la vera innovazione richiede solitudine e coraggio.

Strumenti musicali e apparecchi analogici in teca alla mostra su Franco Battiato al MAXXI di Roma

Il successo (dall’avanguardia al pop)

La terza sezione documenta uno dei passaggi più affascinanti della storia della musica italiana.

Come può un artista d'avanguardia conquistare le classifiche senza tradire la propria visione?

Battiato ci riesce tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta, realizzando una sintesi miracolosa tra ricerca e accessibilità.

L'era del cinghiale bianco e soprattutto La voce del padrone diventano fenomeni di massa.

Ma non sono dischi commerciali: parlano di Gurdjieff e Nietzsche, citano filosofie orientali, mescolano elettronica sofisticata e melodie pop perfette.

Il pubblico italiano canta "Cerco un centro di gravità permanente" senza rendersi conto di recitare un mantra spirituale.

La sala ospita una parete monumentale con tutte le copertine degli album dell'epoca, i dischi d'oro, i manifesti dei concerti sold-out.

Accanto, le collaborazioni d'autore: Alice che vince Sanremo con "Per Elisa", Milva che interpreta il capolavoro Alexanderplatz, Giuni Russo che scala le classifiche.

Battiato non è solo un artista, diventa autore ricercato, capace di trasmettere la propria visione anche attraverso le voci di grandi interpreti femminili.

Ma la sezione più toccante è quella dedicata agli strumenti: la chitarra, il sintetizzatore, il microfono utilizzati in quegli anni.

Oggetti semplici, consumati dall'uso, che hanno prodotto capolavori immortali.

Guardarli da vicino crea un'intimità struggente, come se il Maestro fosse appena uscito dalla sala prove.

Parete ‘Il successo’ con copertine degli album e chitarra esposte nella mostra su Franco Battiato al MAXXI di Roma
Foto allestimento (foto credit Cosimo Trimboli)

Mistica (tra Oriente e Occidente)

Mistica (tra Oriente e Occidente) è il cuore emotivo della mostra.

Qui l'allestimento si fa scenografico: pareti color bordeaux intenso, tappeti persiani sul pavimento, grigliati traforati che ricordano le architetture mediorientali.

Un'atmosfera raccolta, quasi sacrale, accoglie il visitatore in uno spazio che diventa tempio laico della ricerca interiore.

Le teche conservano i libri che hanno formato il pensiero di Battiato: i testi di Gurdjieff – maestro del Quarto cammino –, i classici del sufismo, le filosofie orientali.

Non sono libri da biblioteca, ma volumi sottolineati, annotati, consumati dalla lettura appassionata.

Guardandoli si comprende che per Battiato la spiritualità non era esibizione estetica, ma disciplina quotidiana, lavoro instancabile su di sé.

Gli schermi proiettano estratti dalle grandi opere colte: Genesi, Messa arcaica, Gilgamesh.

Composizioni monumentali che fondono lirica operistica, sperimentazione contemporanea e urgenza spirituale.

La voce di Battiato si leva solenne, accompagnata da orchestre e cori, mentre le immagini scorrono lente.

Al centro della sala, un filmato mostra Battiato che parla della sua ricerca:

"La linea verticale, quella che sale verso l'alto, mi interessa più di quella orizzontale, quella della materia".

Le sue parole, pronunciate con quella voce calma e profonda, risuonano nello spazio come insegnamento ancora vivo.

Mistica Sala rossa con tappeti, video e dipinti esposti nella mostra su Franco Battiato al MAXXI di Roma
Foto allestimento (foto credit Cosimo Trimboli)

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L’uomo (ritorno alle origini)

L'uomo (ritorno alle origini) racconta la scelta radicale: lasciare Milano, il successo, le luci della ribalta per tornare a Milo, sull'Etna.

La mostra ricostruisce l'atmosfera di quella villa siciliana con proiezioni che riproducono il panorama che Battiato ammirava ogni giorno: il vulcano imponente, il mare all'orizzonte, la luce mediterranea che cambia con le ore.

È qui che il Maestro trascorre gli ultimi decenni della sua vita: una quotidianità fatta di meditazione, lettura, pittura, composizione.

Niente mondanità, niente compromessi.
Solo il silenzio necessario per continuare la ricerca.

Le fotografie lo ritraggono nel suo studio, circondato dai suoi dipinti, dai libri, dagli strumenti.

Accanto alle immagini, gli oggetti personali: i cappelli che amava indossare, i colori a olio e i pennelli della sua pratica pittorica, i quaderni di appunti fitti di annotazioni.

Sono i frammenti di una vita appartata ma pienissima, dedicata interamente all'arte come forma di conoscenza.

l'uomo ritorno alle origini dipinti, paravento decorato e scenografia con palme nella sezione pittorica della mostra su Franco Battiato al MAXXI di Roma
Foto allestimento (foto credit Cosimo Trimboli)

Il Maestro (come un diamante)

Questa sezione celebra il Battiato degli ultimi vent'anni, quando diventa figura di riferimento culturale e morale per più generazioni.

Pur rifiutando l'etichetta di guru, incarna un modello di rigore, generosità e ironia.

La sua presenza scenica si fa essenziale: pochi gesti, nessuna concessione allo spettacolo, solo la forza della musica e della parola.

Al centro di questa sezione, il sodalizio con Manlio Sgalambro, incontro che genera alcune delle pagine più dense della cultura italiana contemporanea.

I filmati mostrano i due intellettuali al lavoro: Sgalambro che legge i suoi testi filosofici densi e visionari, Battiato che li trasforma in canzoni senza tradirne la complessità.

Nasce una musica nuova, ibrida, che sfida le categorie: né pop né canzone d'autore, ma filosofia in musica.

Le teche conservano i manoscritti delle collaborazioni, gli spartiti annotati, le lettere scambiate tra i due.

Un dialogo profondo tra due menti straordinarie che condividono la stessa urgenza: usare l'arte come strumento di conoscenza e trasformazione.

I brani che nascono da questo incontro – "La cura", "Shock in my town", "Strani giorni" – diventano classici immediati, cantati da milioni di persone che forse non comprendono fino in fondo la densità filosofica dei testi, ma ne percepiscono la verità profonda.

Dal suono all’immagine (il cinema di Battiato)

L'ultima sezione tematica, Dal suono all'immagine (il cinema di Battiato), esplora la dimensione cinematografica degli ultimi decenni.

Lungometraggi come Perduto amor e Musikanten, documentari che raccontano le sue ricerche spirituali e artistiche, colonne sonore che espandono il linguaggio musicale verso la narrazione visiva.

È un cinema personale, lontano dalle convenzioni, che estende la poetica battatiana dall'ascolto alla visione.

Gli schermi proiettano estratti dai film: immagini rarefatte, ritmi contemplativi, un'estetica che privilegia il simbolo sulla narrazione lineare.

Come riconosciuto da Elisabetta Sgarbi, si tratta di un vero "cinema di Franco Battiato", organico al suo pensiero, coerente con la sua ricerca spirituale.

Accanto ai video, le locandine dei film, i premi vinti nei festival, le recensioni della critica cinematografica.

Battiato non cerca il successo al botteghino, ma la coerenza con la propria visione.

Anche nel cinema resta fedele a se stesso: un artista che non scende a compromessi.

Locandina del film ‘Musikanten’ di Franco Battiato esposta nella mostra al MAXXI di Roma

Lo Spazio Ottagonale: Cuore Sonoro

Al centro del percorso espositivo si trova uno spazio ottagonale, eco simbolica dell'ottava musicale.

Un sistema di ascolto Dolby Atmos con 11 casse avvolge il visitatore mentre sugli schermi scorrono cinque videoclip iconici di Battiato.

Entrare in questo spazio significa sospendere il tempo.

Le luci si abbassano, il suono avvolge da ogni direzione, le immagini ipnotizzano.

"Cerco un centro di gravità permanente", "Voglio vederti danzare", "La cura", "E ti vengo a cercare": i capolavori si susseguono in una sequenza emotivamente travolgente.

L'audio in Dolby Atmos restituisce la stratificazione incredibile delle produzioni di Battiato: gli archi che avvolgono, le voci che si sovrappongono, gli strumenti elettronici che pulsano.

È un'esperienza fisica, che fa vibrare il corpo oltre che la mente.

Alcuni visitatori ascoltano in piedi, altri si siedono sul pavimento, altri chiudono gli occhi.

Questo spazio non è un semplice dispositivo scenografico, ma la traduzione architettonica di un'idea fondamentale di Battiato: l'ascolto come atto totale, capace di trasformare chi si mette in condizione di ricevere.

Installazione video in sala buia con collage ‘Battiato – Correnti Gravitazionali’ nella mostra al MAXXI di Roma
Foto allestimento (foto credit Cosimo Trimboli)

La Pittura: L'Altra Voce

Accanto all'universo musicale e cinematografico, la mostra restituisce visibilità al lato pittorico di Battiato, dimensione meno conosciuta ma centrale nella sua ricerca.

Sono esposti dipinti originali realizzati nell'arco di decenni: una pittura silenziosa e contemplativa, caratterizzata da fondi dorati, simboli e archetipi di ascendenza mediorientale.

I volti ieratici che popolano le sue tele guardano chi li osserva con intensità ipnotica: figure che sembrano provenire da miniature persiane, da icone bizantine, da immaginari che attraversano secoli e culture.

I fondi oro creano un'aura sacrale, come se ogni dipinto fosse una finestra su dimensioni invisibili.

Accanto ai dipinti, gli strumenti del mestiere: la cassetta dei colori a olio con i tubetti spremuti e i pennelli consumati, i cavalletti, i quaderni con bozzetti preparatori.

La coerenza tra musica e pittura è evidente: la stessa tensione verso l'alto, la stessa ricerca di simboli universali, lo stesso rifiuto della superficialità.

Tubi di colore e pennelli in una cassetta da pittura esposta nella mostra su Franco Battiato al MAXXI di Roma
Foto allestimento (foto credit Cosimo Trimboli)

Informazioni Pratiche

MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Spazio Extra

Date: 31 gennaio - 26 aprile 2026

Orari: Martedì-Domenica 11:00-19:00 (ultimo ingresso ore 18:00)

Chiusura: Lunedì

Biglietti

Mostra Franco Battiato: €10

Mostra + Museo MAXXI intero: €20
Mostra + Museo MAXXI ridotto: €17
Mostra + William Kentridge: €15
Mostra + William Kentridge + Museo: €25

Acquista online:
https://shop.articketing.com/it/monuments/archeoares-per-museo-maxxi-roma/

Gratuito per: possessori myMAXXI card, minori di 18 anni, disabili con accompagnatore, possessori EU Disability Card, giornalisti, studenti universitari di Arte e Architettura UE (mar-ven)

Come Arrivare

Indirizzo: Via Guido Reni 4/a, 00196 Roma

Metro: Linea A fermata Flaminio, poi tram 2
Tram: Linea 2 fermata Apollodoro
Bus: 53, 168, 280, 628, 910

Info: 800266300 (dall'Italia) | +393512428135 (dall'estero)
Tutti i giorni 10:00-19:00

Sito ufficiale:
https://www.maxxi.art/events/franco-battiato-unaltra-vita/

Perché Visitare Questa Mostra

Franco Battiato. Un'altra vita è un'esperienza che intreccia musica, arte visiva, cinema, filosofia e spiritualità in un racconto sulla bellezza come strumento di conoscenza.

Vedere dal vivo gli oggetti personali del Maestro – il sintetizzatore con cui ha composto i capolavori degli anni Settanta, i libri di Gurdjieff sottolineati, i pennelli ancora sporchi di colore – crea un'intimità struggente con un artista che ha scelto la distanza ma ci ha lasciato un'eredità immensa.

Per chi ama la musica italiana, la mostra offre la possibilità di comprendere il percorso straordinario di chi ha trasformato la canzone in veicolo di cultura alta.

Per chi cerca ispirazione artistica, Battiato rappresenta il modello di chi ha attraversato linguaggi diversi mantenendo sempre una coerenza assoluta con la propria visione.

Per chi si interroga sulla spiritualità contemporanea, il percorso mostra come la ricerca interiore possa nutrire l'arte senza trasformarla in predicazione.

L'allestimento curato da Giorgio Calcara con Grazia Cristina Battiato (nipote del Maestro) riesce a restituire la complessità di un artista totale senza didascalismi.

Il titolo – Un'altra vita – non è nostalgia della vita terrena conclusa, ma allusione a quella dimensione altra che Battiato ha sempre cercato e che continua a risuonare nelle sue opere.

Grande pannello ‘Il maestro’ con ritratto di Franco Battiato e testi espositivi nella mostra al MAXXI di Roma

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Veronica Sterrantino

2.2.2026