
Articolo aggiornato a febbraio 2026 – Tutte le informazioni su prezzi biglietti, orari e come visitare la mostra Venus a Piazza Mignanelli
⏱️ Tempo di lettura: 7 minuti
Nel cuore pulsante di Roma, a pochi passi da Piazza di Spagna, si compie un dialogo straordinario tra haute couture e arte contemporanea. PM23, lo spazio culturale della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti in Piazza Mignanelli 23, ospita Venus – un percorso espositivo che racconta l'eredità di Valentino attraverso lo sguardo visionario dell'artista portoghese Joana Vasconcelos. 33 abiti iconici dello stilista dialogano con 12 opere monumentali in una celebrazione di bellezza, artigianalità e impegno sociale.

Joana Vasconcelos, artista portoghese celebre per trasformare oggetti quotidiani in sculture monumentali cariche di critica sociale, trova in Valentino Garavani un complice inaspettato. Entrambi credono nella bellezza come forza propulsiva di trasformazione. "Il Signor Valentino crede profondamente nella bellezza, e lo stesso vale per me," spiega Vasconcelos. "Perché la bellezza genera armonia, e l'armonia porta con sé la promessa di pace e giustizia sociale."
La curatrice Pamela Golbin ha selezionato dall'archivio Valentino creazioni dal 1959 al 2008: esplosioni di colore, sete argentate, total black illuminati da cristalli. Vasconcelos risponde con opere che reinterpretano codici femminili – dalla seduttrice alla casalinga, dalla Valchiria a Cenerentola – restituendo complessità a stereotipi culturali.

Venus non è una mostra convenzionale, ma un progetto di arte partecipativa che intreccia haute couture, arte contemporanea e azione sociale. Al centro del percorso espositivo vive un'opera collettiva senza precedenti: migliaia di mani hanno tessuto la bellezza, trasformando l'arte in agente di cambiamento sociale.
"La bellezza genera armonia, e l'armonia porta con sé la promessa di pace e giustizia sociale, una promessa di cui il mondo oggi ha un urgente bisogno."
— Joana Vasconcelos
Cuore pulsante della mostra è la Valchiria Venus, opera monumentale di 13 metri che domina la sala absidata di PM23. Non un semplice omaggio alla moda di Valentino, ma un'eroina contemporanea tessuta da oltre 200 partecipanti in 756 ore di workshop diffusi in tutta Roma. Studenti di NABA, Accademia di Costume e Moda, Maiani Accademia Moda; piccoli pazienti dell'Ospedale Bambino Gesù; donne vittime di violenza seguite da Differenza Donna; rifugiate accolte da INTERSOS; detenute del carcere di Rebibbia con Fondazione Severino; pazienti in cure palliative del Gemelli Medical Center.
Ogni modulo all'uncinetto – oltre 200 kg in totale – è stato realizzato manualmente e inviato allo studio di Vasconcelos a Lisbona, dove l'opera ha preso forma. La Valchiria si sviluppa come estensione fisica di otto abiti di Valentino, simbolo di potenza, protezione e resilienza. Un progetto che trasforma l'arte in veicolo di emancipazione e resistenza collettiva. Vedere dal vivo questa scultura tessile – con le sue texture, i riflessi di luce sui filati colorati, la presenza quasi fisica che occupa lo spazio – è un'esperienza che nessuna fotografia può restituire.

L'ingresso alla mostra è un'esplosione cromatica. Venus, The Painting trasforma il tessuto in superficie pittorica astratta, reinterpretando il motivo geometrico Josef Hoffmann che Valentino utilizzò nella collezione Haute Couture Autunno-Inverno 1989-1990. Vasconcelos presenta l'opera come un grande quadro incorniciato, dove i moduli tessili creano pattern ipnotici in dialogo con abiti dalle geometrie audaci. Accanto, Bond Girl e Lilea – sculture-abito che fondono couture e arte – completano una sala che celebra il tessuto come linguaggio visivo autonomo, capace di raccontare storie senza bisogno del corpo che lo indossa.

Un fiore di loto monumentale, rosso e lucente, si apre al centro della sala. Ma guardando più da vicino, la meraviglia si svela: è composto interamente da ferri da stiro meccanici, oggetti umili del lavoro domestico trasformati in simbolo di resilienza e metamorfosi. Vasconcelos rovescia lo stereotipo della casalinga, restituendo dignità artistica a strumenti di fatica quotidiana. L'opera dialoga con un abito da sera in tulle e paillettes con lungo strascico della collezione Valentino A/I 2001-2002, creando un contrasto potente: da un lato il lavoro invisibile, dall'altro il lusso che abbaglia. Tra questi due poli, una riflessione sul valore del "fare" – artigianale, manuale, femminile – che attraversa arte e moda.

Immagina scarpe con tacchi vertiginosi, alte metri, che dominano lo spazio come sculture totemiche. Avvicinati: sono composte da pentole e coperchi domestici argentati, accatastati e saldati secondo l'estetica pop e provocatoria di Vasconcelos. Marilyn è omaggio e decostruzione dell'archetipo della seduttrice, della donna che deve essere sempre "al top" anche nei gesti più banali. Le scarpe monumentali dialogano con tre abiti Valentino in diverse tonalità d'argento – sete, organze, taffetas delle collezioni 1995-2000 – che catturano e riflettono la luce come specchi liquidi. Una sala che parla di femminilità performativa, di glamour come armatura, di bellezza come lavoro.

Il percorso culmina in un'oscurità luminosa, quasi mistica. La sala Garden of Eden immerge il visitatore nel nero assoluto, dove abiti total black Valentino tempestati di cristalli Swarovski, paillettes e perline brillano come costellazioni sospese nel vuoto. Ogni creazione – dalle collezioni che vanno dagli anni '80 al 2000 – cattura la minima fonte di luce, trasformandola in scintillio. Qui convergono gli archetipi femminili esplorati nella mostra: la Valchiria guerriera, Cenerentola in cerca di riscatto, la femme fatale che seduce e sfugge. Le sculture di Vasconcelos – tra cui opere in pizzo nero e installazioni che evocano giardini notturni – celebrano la complessità identitaria femminile oltre ogni stereotipo. È una sala ipnotica, dove moda e arte si fondono in un momento quasi spirituale, invitando alla contemplazione.

Venus non si limita alle sale di PM23. Il progetto si estende nella città con tre opere di arte pubblica. Solitario – un anello monumentale in oro alto 4 metri – domina la Terrazza del Pincio con vista su Roma, omaggio alla gioielleria e alla promessa d'amore. I'll Be Your Mirror, installazione di specchi, occupa Piazza Mignanelli davanti a PM23. Drag Race – auto ricoperta d'oro e decorazioni barocche con pennacchio rosso – è esposta presso il Museo dell'Ara Pacis in dialogo con il mosaico permanente di Mimmo Paladino, riflettendo su lusso, velocità e cultura pop.
Queste installazioni trasformano Roma in una galleria a cielo aperto, invitando passanti e turisti a un incontro inaspettato con l'arte contemporanea nel tessuto storico della città.

Venus non è una mostra convenzionale. È un'esperienza che intreccia moda d'autore, arte monumentale e impegno sociale in un racconto corale sulla bellezza come strumento di dialogo. Vedere la Valchiria Venus dal vivo – con i suoi 13 metri di tessuti intrecciati da centinaia di mani – è un'emozione che nessuna fotografia può restituire. Gli abiti di Valentino, illuminati dall'allestimento scenografico, rivelano dettagli di maestria sartoriale che hanno fatto la storia della moda italiana.
Per chi ama l'arte contemporanea, Vasconcelos porta a Roma la sua cifra stilistica inconfondibile: opere che trasformano l'ordinario in straordinario, che provocano sorrisi e riflessioni. Per chi cerca ispirazione fotografica, ogni sala offre composizioni visive da immortalare. Per chi vuole comprendere come arte e moda possano farsi portavoce di temi sociali, Venus è un manifesto tangibile.
Il momento perfetto è adesso: la mostra è appena inaugurata (18 gennaio) e le prime settimane offrono l'esperienza più intima prima dell'arrivo dei flussi turistici primaverili. Le tre installazioni di arte pubblica – Solitario, I'll Be Your Mirror e Drag Race – sono temporanee e potrebbero non rimanere visibili per tutta la durata della mostra fino a maggio. Inoltre, PM23 è uno spazio raccolto (1000 mq) che garantisce un'esperienza contemplativa lontana dalla folla dei grandi musei romani.
PM23 – Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti
Indirizzo: Piazza Mignanelli 23, 00187 Roma (a 2 minuti a piedi da Piazza di Spagna)
Date: Dal 18 gennaio al 31 maggio 2026
Orari: Tutti i giorni dalle 11:00 alle 20:00 | Ultimo ingresso ore 19:30
Prezzi Biglietti:
Online: Intero €16 | Ridotto €12
Biglietteria in loco: Intero €18 | Ridotto €16
Persone in carrozzina: €16 online / €18 in loco (include accompagnatore gratuito)
Riduzioni per: visitatori 8-10 anni, over 60, studenti universitari, gruppi (minimo 8 persone)
Acquista online: https://www.clappit.com/biglietti-piazza-mignanelli-23/
Info biglietti: ticketing@piazzamignanelli23.com
Sito ufficiale: https://piazzamignanelli23.com/it/exhibition/2-venus
Come arrivare a PM23:
Metro A: fermata Spagna (5 minuti a piedi)
Autobus: linee 62, 63, 83, 85, 116, 119
Taxi: stazione Piazza di Spagna
Ti è piaciuta questa guida? Condividila con chi ama arte e moda!
Iscriviti alla newsletter di Amei Magazine per ricevere in anteprima mostre straordinarie, artisti emergenti e storie che meritano di essere raccontate. L'arte continua anche sui nostri social: seguici sui nostri social per contenuti esclusivi, dietro le quinte e interviste originali.
31.1.2026