
C'era un momento, da bambini, in cui il luna park sembrava il posto più straordinario del mondo. Bastava intravedere le luci delle giostre, ascoltare una musica in lontananza, scorgere una ruota panoramica oltre i cancelli. Ancora prima di entrare, qualcosa cambiava: il cuore accelerava, la fantasia correva avanti e ogni sorpresa sembrava possibile. Era quella felicità impaziente di chi sta per scoprire qualcosa di meraviglioso.
E se fosse proprio questa emozione a insegnarci un nuovo modo di guardare l'arte?
È attorno a questa intuizione che prende forma LUNA P’ART, la mostra che dal 5 dicembre 2026 al 25 aprile 2027 trasformerà il Museo del Genio di Roma in un sorprendente incontro tra l'immaginario del luna park e cento opere originali dei grandi protagonisti dell'arte contemporanea, da Andy Warhol a Banksy, da Takashi Murakami a KAWS.
Ma l'aspetto più affascinante del progetto ideato da Arthemisia va oltre il desiderio di rendere una mostra divertente o interattiva. L'allestimento stesso diventa parte dell'esperienza artistica: ogni ambiente è pensato per risvegliare sensazioni, evocare ricordi, suscitare curiosità e preparare il visitatore all'incontro con le opere. Lo stupore di una giostra, il disorientamento di uno specchio deformante, l'emozione di ritrovarsi improvvisamente piccoli: tutto concorre a creare uno stato d'animo in cui anche ciò che si osserva può assumere un significato diverso.
Perché un'opera d'arte non incontra mai soltanto i nostri occhi. Incontra anche ciò che sentiamo, ciò che ricordiamo e la persona che siamo in quel preciso istante.
Ed è forse qui che si nasconde la promessa più intrigante di LUNA P’ART: ritrovare, davanti a un'opera d'arte, lo stesso incanto che provavamo da bambini davanti alle luci di una ruota panoramica. Non sapere ancora che cosa ci aspetta. E avere una gran voglia di scoprirlo.
Un volto celebre, un personaggio dei fumetti, un oggetto quotidiano, un'immagine pubblicitaria. La cultura popolare ha fornito ad alcuni dei più importanti artisti contemporanei un repertorio inesauribile di simboli, colori e figure riconoscibili. Elementi familiari che, una volta trasformati in opere d'arte, possono rivelare significati inattesi.
Andy Warhol ha trasformato volti celebri e oggetti quotidiani in icone dell'arte contemporanea, rendendo straordinario ciò che milioni di persone vedevano ogni giorno. Takashi Murakami ha intrecciato la tradizione artistica giapponese con l'estetica dei manga e dell'animazione, dando vita a personaggi e composizioni dai colori esuberanti.

Nei lavori di KAWS, le figure familiari dei cartoon assumono espressioni malinconiche e forme inattese. L'artista americano prende in prestito un linguaggio associato all'infanzia e lo trasforma in qualcosa di più ambiguo, sospeso tra affetto, ironia e inquietudine.
Banksy utilizza invece la forza di immagini essenziali per raccontare le contraddizioni della società contemporanea. Le sue opere parlano di potere, libertà, disuguaglianze e desideri attraverso un'ironia che spesso lascia spazio a riflessioni amare.
Con Damien Hirst, l'attenzione si sposta verso la bellezza, la fragilità dell'esistenza e il rapporto con la morte, temi affrontati attraverso opere che possono affascinare e turbare nello stesso momento.
Accanto a loro, LUNA P’ART riunirà lavori di Shepard Fairey (Obey), Mr. Brainwash, Liu Bolin, TVBOY, David LaChapelle, Angelo Accardi e Marco Lodola, attraversando pittura, fotografia, street art e linguaggi della cultura visiva contemporanea.
Il percorso si aprirà nel Tunnel dell’amore, una delle attrazioni più romantiche dei luna park, reinterpretata attraverso l’immaginario di Takashi Murakami.
Forme colorate e suggestioni fantastiche accompagneranno il pubblico lungo un tragitto che richiama le vecchie giostre, quelle in cui ci si lasciava trasportare aspettando di scoprire cosa sarebbe apparso dietro la curva successiva.

Poco più avanti, i personaggi di KAWS incontreranno una città costruita con mattoncini LEGO. Tra edifici in miniatura e figure familiari, il gioco delle costruzioni assumerà una dimensione artistica, lasciando affiorare quella sottile ambiguità che attraversa molte opere dell'artista: chi è l'amico e chi il nemico?
Poi arriverà Piccolo gigante, una stanza che riporta agli anni dell’adolescenza.
Ci sarà Goldrake, ci saranno gli oggetti di una cameretta e quella particolare atmosfera dei pomeriggi trascorsi tra musica, fumetti e fantasticherie. Le proporzioni cambieranno, facendo apparire il visitatore improvvisamente più piccolo.

Ritrovarsi davanti a un robot gigante potrà far riaffiorare il ricordo di quando i cartoni animati scandivano i pomeriggi e andare al luna park con gli amici significava assaporare le prime libertà.
Una stanza può conservare molto più degli oggetti che contiene. Bastano un personaggio, un colore o un dettaglio dimenticato per riportare alla memoria un'età in cui il mondo sembrava ancora tutto da esplorare.
LUNA P’ART Roma — Trailer ufficiale della mostra al Museo del Genio, dal 5 dicembre 2026 al 25 aprile 2027. Video promozionale — Courtesy Arthemisia.
Dopo gli ambienti dedicati all'immaginario pop, il percorso attraverserà il corridoio di Banksy, concepito come una galleria dall’impostazione più tradizionale.
Le opere dell’artista britannico avranno uno spazio di osservazione più raccolto, nel quale soffermarsi sui dettagli e sui messaggi racchiusi nelle immagini. Figure apparentemente semplici, spesso attraversate da un'ironia tagliente, porteranno l'attenzione verso temi che appartengono alla realtà quotidiana.

Il ritmo cambierà nuovamente con Tra le nuvole, Fuori di testa e Sottosopra, ambienti costruiti intorno alle illusioni e ai cambiamenti di prospettiva.
Con Specchio, specchio… tornerà invece un classico delle vecchie fiere: gli specchi deformanti.
Bastava mettersi davanti a una di quelle superfici per ritrovarsi con gambe interminabili, una testa minuscola o un corpo completamente sproporzionato. Negli anni Ottanta e Novanta quelle immagini duravano pochi istanti, il tempo di una risata e di un altro tentativo davanti allo specchio successivo.
Oggi finirebbero probabilmente nella galleria fotografica di uno smartphone.
A LUNA P’ART i riflessi deformati entreranno nel percorso artistico, trasformando il corpo e la sua immagine in un gioco di proporzioni. Il volto familiare cambierà forma, le dimensioni perderanno i loro riferimenti abituali e anche il gesto più semplice, come guardarsi allo specchio, assumerà un carattere insolito.
Una grande sala rosa, una distesa di palline multicolori e sfere punteggiate che sembrano appartenere a un paesaggio fantastico.
Un tuffo nell’arte sarà uno degli ambienti più vivaci di LUNA P’ART. Il rosso, il giallo, l’azzurro e il verde delle palline contrasteranno con il rosa acceso delle pareti, lungo le quali troveranno posto le opere d'arte.
Il colore occuperà ogni angolo della stanza, fino a trasformare il pavimento in una superficie da attraversare tra le sfere colorate.

Il colore è protagonista anche nella mostra di Kandinsky a Palazzo Bonaparte, visitabile a Roma fino al 14 febbraio 2027. Un percorso molto diverso, nel quale forme astratte, musica e pittura esplorano il modo in cui un'immagine può raggiungerci attraverso le sensazioni.
Uno scivolo metallico attraverserà una grande sala blu intenso, tra opere d’arte, colori accesi e immagini della cultura pop contemporanea. La struttura scenderà dalle pareti fino al pavimento, trasformando un ambiente espositivo in uno spazio da esplorare anche attraverso il movimento.

Nel cortile del Museo del Genio prenderà forma Perdersi ad arte, un labirinto di pareti scure, passaggi e deviazioni. Tra una svolta e l’altra, il percorso cambierà continuamente direzione, riportando alla memoria quel misto di impazienza e curiosità che accompagna ogni tentativo di trovare l’uscita.
Ci saranno anche occasioni per fermarsi, riflettere e lasciare una traccia personale del proprio passaggio.
Le attrazioni si rivolgeranno a un pubblico di età diverse. I bambini potranno avvicinarsi all’arte attraverso ambienti e oggetti familiari, mentre gli adulti ritroveranno riferimenti alla cultura popolare e ai giochi di un tempo.
Il luna park, del resto, è uno dei pochi luoghi in cui generazioni lontane finiscono per condividere gli stessi gesti: aspettare il proprio turno, osservare chi scende da una giostra, ridere davanti a un riflesso buffo, cercare la mano di qualcuno prima di partire.
Fra uno scivolo e una sala piena di colore, il dettaglio più interessante potrebbe però essere un’opera incontrata quasi per caso. Un'immagine davanti alla quale ci si ferma più a lungo del previsto e che torna alla mente qualche ora dopo, quando la visita è già finita e le luci del luna park sono rimaste alle spalle.
LUNA P’ART sarà ospitata dal 5 dicembre 2026 al 25 aprile 2027 al Museo del Genio di Roma, in Lungotevere della Vittoria 31.
La mostra, che debutterà in anteprima mondiale, è ideata da Arthemisia e prodotta da Arthemisia e Fever, in collaborazione con il Ministero della Difesa, l’Esercito Italiano e Difesa Servizi, nell’ambito delle iniziative dedicate alla valorizzazione del patrimonio museale militare.
Il progetto vedrà inoltre la partecipazione speciale dell’artista Greg Goya.
Informazioni per la visita
Per conoscere disponibilità, condizioni aggiornate e modalità di prenotazione è possibile consultare il sito ufficiale di LUNA P’ART o la pagina dedicata ai biglietti su Fever.
5.11.2026