
Nel 1899 un giovanissimo Pablo Picasso disegna il menu del Quatre Gats, il caffè di Barcellona dove pittori, scrittori e musicisti si ritrovano, scambiano idee e osservano quanto accade nel resto d'Europa. Prima di diventare uno dei nomi più celebri del Novecento, Picasso cresce in una città che sta cambiando volto e sperimentando nuovi linguaggi. È quella Barcellona, tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, la protagonista di Da Gaudí a Picasso. Capolavori dalla Collezione Carmen Thyssen, a Palazzo Albergati di Bologna dal 9 ottobre 2026 al 29 marzo 2027.

Il porto, le nuove strade, le facciate dei palazzi borghesi, la vita dei caffè: la trasformazione urbana diventa materia per gli artisti. Mentre Parigi continua ad attrarre pittori e intellettuali da tutta Europa, Barcellona sviluppa una scena culturale vivace, attraversata da incontri, viaggi e rivalità.
La mostra, curata da Jordi Falgàs, ricostruisce questa stagione attraverso oltre cento opere di circa quaranta artisti. Accanto a Gaudí, Picasso, Miró e Dalí emergono figure della pittura catalana meno familiari al pubblico italiano, protagoniste di un cambiamento che attraversa generazioni e sensibilità differenti.
Un'immagine da cui cominciare è Il porto di Barcelona di Eliseu Meifrèn, dipinto nel 1889. L'orizzonte basso, il molo in primo piano, la luce distesa sull'acqua: la città appare attraverso il suo rapporto quotidiano con il mare. L'opera fu presentata alla Sala Parés di Barcellona e, nello stesso anno, selezionata per l'Esposizione Universale di Parigi. Una testimonianza dei rapporti culturali che già allora legavano la capitale catalana ai principali centri artistici europei.

Accanto alle vedute urbane emergono sensibilità più intime e inquiete. Zingara incinta di Isidre Nonell, del 1904, ritrae una figura raccolta nell'ombra, lontana dall'eleganza convenzionale della ritrattistica mondana. In René con il gatto, dipinto da Josep de Togores nel 1920, l'abito blu, la posa distesa e lo sguardo della protagonista costruiscono invece un'immagine sospesa tra raffinatezza e malinconia.
Due modi diversi di osservare la figura umana, che restituiscono la complessità di una stagione artistica impossibile da racchiudere in un solo stile.
Nel quartiere dell'Eixample, Antoni Gaudí ridefinisce il rapporto tra architettura e vita quotidiana. Nelle sue creazioni ogni elemento contribuisce a un progetto complessivo: dalle facciate agli interni, fino agli arredi e ai pavimenti.
La mostra dedica spazio anche a questa dimensione del suo lavoro. Una sedia legata a Casa Batlló, esposta in una riproduzione realizzata intorno al 1975 dell'originale progettato tra il 1904 e il 1906, e un elemento di pavimentazione per Casa Milà raccontano una modernità che prende forma nella materia, nelle superfici e negli oggetti.

Intanto, nel cuore della vita culturale barcellonese, il Quatre Gats riunisce artisti affermati come Ramon Casas e Santiago Rusiñol e una generazione più giovane, desiderosa di trovare una propria voce. Ispirato ai cabaret parigini, il locale diventa un punto d'incontro tra sensibilità diverse. Proprio qui Picasso tiene la sua prima mostra personale nel 1900.
Tra le opere esposte a Bologna compare Il picador, realizzato tra il 1899 e il 1900 circa: un piccolo acquerello con inchiostro su carta che raffigura una scena di corrida. I segni rapidi, l'organizzazione dello spazio e il movimento delle figure mostrano un giovane artista già capace di osservare e sintetizzare l'azione con straordinaria sicurezza.
È un Picasso lontano dalle forme cubiste che lo renderanno celebre. E proprio per questo particolarmente interessante: permette di incontrare l'artista prima che il suo linguaggio diventi immediatamente riconoscibile.
L'allestimento di Palazzo Albergati accompagna il racconto con sale dalle pareti rosso intenso, fotografie d'archivio e apparati visivi. L'allestimento di Palazzo Albergati accompagna il racconto con sale dalle pareti rosso intenso, fotografie d'archivio e apparati visivi. Filmati d'epoca e ricostruzioni immersive arricchiscono il percorso, evocando l'atmosfera della Barcellona in cui questi nuovi linguaggi artistici presero forma.
All'inizio del Novecento, accanto all'energia del Modernismo, prende forma una sensibilità differente. Il Noucentisme ricerca equilibrio, ordine e un nuovo ideale di classicismo mediterraneo.
Mediterraneo di Joaquim Sunyer, dipinto tra il 1910 e il 1911 circa, ne offre un'immagine particolarmente significativa, con figure e paesaggio organizzati in una composizione armoniosa. In Tavolo in giardino di Pere Torné Esquius, del 1913 circa, questa ricerca assume invece una dimensione più intima: una tavola apparecchiata, sedie verdi, fiori e una porta aperta sul giardino. La bellezza si concentra negli oggetti quotidiani e nell'equilibrio della scena.

Con le avanguardie, lo sguardo cambia nuovamente. L'Eremo di Sant Joan d'Horta, dipinto da Joan Miró nel 1917, appartiene a una fase di ricerca in cui l'artista sperimenta i rapporti tra linea, colore e volume. Nel successivo Donna e cane davanti alla luna, un pochoir del 1935, il paesaggio lascia spazio a un universo di forme essenziali e figure fantastiche.
Sorprende anche il giovane Salvador Dalí. La sua Natura morta davanti a una finestra, del 1920 circa, rivela la disciplina tecnica di un pittore che studia la luce, gli oggetti e lo spazio, prima dell'affermazione del suo celebre immaginario surrealista.
Un'altra direzione prende forma nella Composizione costruttiva di Joaquín Torres-García, del 1936. Una griglia geometrica accoglie segni e simboli, dal sole al cuore, in un linguaggio visivo che cerca nuove forme di universalità. La realtà riconoscibile lascia spazio a un ordine costruito attraverso geometria e astrazione.

La Collezione Carmen Thyssen costituisce il cuore dell'esposizione, arricchita da prestiti di musei, fondazioni e raccolte private. Alcune delle opere presentate a Bologna sono destinate al futuro Museu Carmen Thyssen Barcelona, il progetto museale dedicato alla valorizzazione di questo patrimonio artistico.
Ed è forse questo uno degli aspetti più interessanti della mostra: ritrovare i grandi nomi della storia dell'arte e, attraverso di loro, scoprire gli artisti, i luoghi e le idee che hanno contribuito alla loro formazione. Una Barcellona meno raccontata, ma essenziale per comprendere come sia nata una parte della modernità europea.
Per maggiori dettagli sul percorso espositivo è disponibile la pagina ufficiale della mostra Da Gaudí a Picasso.
8.10.2026