Johanna Chiefo e Danae Cisneros in una scena notturna di Trucco y Parrucco ambientata a Milano durante la Fashion Week

Trucco y Parrucco: il sogno della Milano Fashion Week visto da Buenos Aires

Milano durante la Fashion Week possiede una geografia tutta sua. Le strade sembrano accelerare, gli appuntamenti si sovrappongono, gli hotel cambiano ritmo e per qualche giorno la città appare abitata soltanto da persone che stanno andando da qualche parte, possibilmente in ritardo e con l’aria di sapere esattamente dove.

C’è chi a quel sistema appartiene già e ne conosce codici, accessi e rituali. E poi c’è chi arriva da migliaia di chilometri di distanza con una valigia, qualche bozzetto e quella dose di incoscienza che serve per convincersi che proprio lì possa cominciare qualcosa.

È da questo secondo punto di vista che nasce Trucco y Parrucco, commedia bilingue italo-argentina diretta da Martin De León. Le protagoniste Sandra e Martina sono due designer e amiche argentine scelte all’ultimo momento per raggiungere Milano durante la Fashion Week e presentare la propria collezione in una competizione dedicata ai brand latinoamericani emergenti.

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Alle loro spalle lasciano una Buenos Aires segnata da allagamenti, blackout e una profonda crisi economica; davanti trovano quella città di sogni e passerelle che, osservata da vicino, comincia inevitabilmente a mostrare sfumature diverse.

Portano con sé un desiderio familiare a chiunque abbia provato a trasformare una vocazione creativa in un mestiere: essere viste, trovare un’occasione, capire se talento e ostinazione possano diventare finalmente qualcosa di concreto. Milano dovrebbe rappresentare l’arrivo, ma diventa piuttosto il luogo in cui le aspettative iniziano a confrontarsi con le regole di un mondo reale.

Danae Cisneros e Johanna Chiefo davanti al Duomo di Milano in Trucco y Parrucco durante la Fashion Week

Quando Milano smette di essere una cartolina

La Fashion Week di Trucco y Parrucco non è soltanto una scenografia brillante dentro cui far muovere due protagoniste. È una macchina che affascina e mette alla prova, promette possibilità ma non garantisce che siano alla portata di tutti.

Sandra e Martina la osservano dalla posizione di chi vorrebbe entrare in un universo al quale ancora non appartiene completamente. È proprio questa distanza a rendere il loro sguardo diverso: le passerelle rimangono seducenti e gli abiti continuano a esercitare il proprio potere, ma intorno cominciano ad affiorare anche la velocità, la competizione, le occasioni che possono durare pochissimo e il bisogno di riuscire a farsi notare in uno spazio dove quasi tutti desiderano la stessa cosa.

Johanna Chiefo e Danae Cisneros in Trucco y Parrucco davanti a una vetrina Prada a Milano

Il film non ha bisogno di trasformare la moda in un antagonista. Sarebbe una lettura troppo semplice. Preferisce mostrarne le contraddizioni, lasciando convivere bellezza e fatica, libertà creativa e necessità di essere scelti, entusiasmo e paura di non trovare il proprio spazio.

La vicenda di due designer arrivate dall’Argentina finisce così per toccare qualcosa di più universale. Perché esiste un momento, nella vita di molti creativi, in cui un sogno deve smettere di essere soltanto un luogo mentale e confrontarsi con orari, denaro, porte che si aprono e altre che rimangono ostinatamente chiuse.

È proprio lì che comincia la parte meno fotogenica, e spesso più vera, dell’ambizione.

Trucco y Parrucco in breve

Regia Martin De León
Cast Johanna Chiefo, Danae Cisneros, Mattia Bressan
Durata Circa 17 minuti
Produzione WowProduction, Devil May Care, Criatura Films, Wanted Venice
Genere Commedia italo-argentina
Ambientazione Milano, durante la Fashion Week
Tra i riconoscimenti Best Short Film ai New York International Film Awards; Best Story al Chicago Feedback Film Festival; Best Young Director Award ai Tokyo Film and Screenplay Awards; Best Indie Short Film agli Hollywood International Indie Film & Screenplay Awards.

Da Buenos Aires, guardando Milano da fuori

La distanza tra Buenos Aires e Milano non serve soltanto a mettere chilometri tra il punto di partenza e quello di arrivo. Nel film diventa anche una distanza di sguardo.

Sandra e Martina arrivano in una città sulla quale hanno proiettato aspettative professionali e personali. Milano rappresenta un’occasione, ma possiede già un proprio ritmo, una propria gerarchia e un linguaggio al quale bisogna imparare ad appartenere mentre tutto continua a muoversi.

È qui che Trucco y Parrucco trova una prospettiva particolarmente contemporanea. La moda non viene raccontata da chi occupa già il centro della scena, ma da chi sta ancora cercando un varco per entrarvi. Il glamour rimane, ma cambia significato quando viene guardato dalla periferia del sistema.

E quella posizione, invece di impoverire il racconto, gli regala qualcosa di prezioso: lo stupore di chi arriva e, insieme, la possibilità di vedere ciò che chi è già dentro potrebbe avere smesso di notare.

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L’amicizia quando entra in scena l’ambizione

A dare corpo a Sandra e Martina sono Johanna Chiefo e Danae Cisneros, due attrici argentine con percorsi differenti. Chiefo figura tra gli interpreti di Supernova, serie del 2022 disponibile su Prime Video, dove è accreditata anche tra i produttori. Cisneros è laureata in Recitazione alla Universidad Nacional de las Artes e nel 2023 ha recitato in Resurrección, diretta da Romeo Castellucci al Teatro Colón di Buenos Aires.

Ma i curriculum lasciano presto spazio alla relazione tra i due personaggi.

Sandra e Martina condividono molto più di un viaggio. Hanno un obiettivo comune e proprio per questo devono affrontare la parte meno romantica del desiderare insieme la stessa cosa: il momento in cui le aspirazioni individuali, le insicurezze e le occasioni professionali iniziano a sovrapporsi.

Martin De León ha indicato l’amicizia come uno dei temi cardine del film, ed è una scelta che cambia il baricentro della storia. Al posto della consueta relazione sentimentale che spesso accompagna le protagoniste mandate dalla finzione cinematografica in una grande capitale europea, qui il legame decisivo è quello tra due donne che devono capire come restare alleate mentre il mondo intorno le spinge a trovare ciascuna il proprio posto.

Johanna Chiefo e Danae Cisneros in costume in Trucco y Parrucco durante la Milano Fashion Week

L’ambizione, in questo scenario, non è qualcosa da condannare. È una forza necessaria per chi vuole costruire una vita creativa, ma diventa più difficile da maneggiare quando le opportunità sembrano poche e il successo di chi ci sta accanto rischia di ricordarci ciò che noi non abbiamo ancora raggiunto.

Un film indipendente che assomiglia alla storia che racconta

C’è una curiosa simmetria tra ciò che accade sullo schermo e la storia produttiva di Trucco y Parrucco.

Il corto nasce da una coproduzione internazionale che coinvolge WowProduction, casa di produzione veneziana del Gruppo WowHaus, insieme a Devil May Care, Criatura Films e Wanted Venice. Per WowProduction si tratta della prima esperienza di coproduzione cinematografica internazionale, affrontata con un gruppo composto in larga parte da professionisti under 30.

Anche dietro la macchina da presa, insomma, c’è qualcuno che sta provando a costruire il proprio spazio.

E nelle parole di Martin De León, la lavorazione assume quasi la stessa urgenza che attraversa la storia delle sue protagoniste.

«Girare Trucco y Parrucco è stato un atto di resistenza e precisione chirurgica nel caos.»

Ritratto in bianco e nero di Martin De León, regista del cortometraggio Trucco y Parrucco

I limiti produttivi, però, non sono rimasti semplicemente qualcosa da nascondere. Sono entrati nell’estetica del corto.

La macchina a mano, l’urgenza delle immagini e un linguaggio visivo volutamente più crudo diventano una risposta alla perfezione che il mondo della moda sa costruire così bene. È una frizione coerente con la storia: raccontare persone che cercano di sopravvivere dietro una superficie perfetta attraverso immagini altrettanto impeccabili avrebbe rischiato di togliere al progetto proprio quella sensazione di realtà che vuole inseguire.

Da Milano al mondo, e poi ancora Milano

Dopo la realizzazione, Trucco y Parrucco ha iniziato a muoversi nei circuiti internazionali del cinema indipendente, raccogliendo premi, menzioni e selezioni tra il 2025 e il 2026.

Tra i riconoscimenti comunicati dalla produzione figurano il Best Short Film ai New York International Film Awards, il Best Story al Chicago Feedback Film Festival, il Best Young Director Award ai Tokyo Film and Screenplay Awards per Martin De León e il Best Indie Short Film agli Hollywood International Indie Film & Screenplay Awards. Il premio Best Story di Chicago è confermato anche dal sito del festival, che presenta il corto come una produzione Argentina/Italia della durata di 17 minuti.

Il valore di questo percorso non sta soltanto nella somma dei riconoscimenti. Sta anche nella distanza percorsa da una storia costruita tra culture diverse e capace di trovare un pubblico fuori dai luoghi nei quali era nata.

Nel giugno 2026 il film è poi tornato nella città che ne aveva determinato l’immaginario, entrando nel programma del Milano Film Fest. Il sito ufficiale della manifestazione lo inserisce nella sezione “Milano & il Cinema”, dedicata proprio alle diverse rappresentazioni della città, sottolineando come moda, sfilate e stilisti emergenti siano al centro della commedia di De León.

C’è qualcosa di naturalmente circolare in questo viaggio: Milano prima desiderata, poi vissuta attraverso il set e infine ritrovata sullo schermo. Non più soltanto come capitale della moda, ma come città osservata attraverso gli occhi di chi è arrivato da altrove.

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Trucco y Parrucco guarda già oltre il cortometraggio

La storia di Sandra e Martina potrebbe non fermarsi qui. Trucco y Parrucco è stato infatti concepito come pilota per un progetto cinematografico più ampio, con l’intenzione di sviluppare personaggi, relazioni e dinamiche narrative in un futuro lungometraggio.

È un passaggio ambizioso, soprattutto per una produzione indipendente. I festival possono creare attenzione e i riconoscimenti possono aprire porte, ma trasformare un cortometraggio in una storia di maggiore respiro significa riuscire a conservare ciò che aveva dato identità al progetto mentre tutto intorno inevitabilmente cresce.

Ed è forse proprio questo a rendere Trucco y Parrucco un titolo da continuare a osservare.

Poster ufficiale di Trucco y Parrucco con Johanna Chiefo e Danae Cisneros ambientato a Milano

Non soltanto perché parla di moda, ma perché utilizza un universo costruito intorno alle immagini per rivolgere lo sguardo verso ciò che le immagini tendono a lasciare fuori. Dietro una collezione possono esserci anni di tentativi, dietro una passerella persone che aspettano un’occasione e dietro il fascino di una settimana della moda esiste un ecosistema nel quale talento, relazioni, denaro, lavoro e fortuna continuano a intrecciarsi.

Sandra e Martina arrivano a Milano cercando la possibilità di rendere concreto qualcosa che fino a quel momento hanno soprattutto desiderato. La parte più significativa della loro storia non sta soltanto nel sapere se riusciranno a farcela, ma in ciò che accade mentre ci provano: come cambia un’ambizione quando incontra la realtà e quanto di ciò che siamo disposti a inseguire rimane intatto una volta raggiunto il luogo che avevamo immaginato da lontano.

Perché ci sono sogni che funzionano benissimo finché rimangono all’orizzonte. Quelli davvero interessanti cominciano, invece, quando finalmente ci arriviamo abbastanza vicino da scoprirne anche le imperfezioni.

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Clara Mori

15.8.2026